In Grecia la religione dominante è quella ortodossa: il matrimonio è un esempio straripante di simboli, storia, tradizioni ed usanze, la maggior parte provenienti dal paganesimo. Agli albori della storia il matrimonio consisteva in un contratto fra il padre della sposa e dello sposo e diventava legittimo solo con la convivenza della coppia. Oggi ovviamente non è più così, ma vengono comunque mantenuti alcuni antichi riti. La cerimonia, infatti, prevede due importanti funzioni: il fidanzamento e l’incoronazione, che un tempo erano funzioni separate mentre oggi si svolgono nella stessa giornata.
Il fidanzamento si svolge nel vestibolo della chiesa, in cui avviene la benedizione e la consegna di ceri accesi agli sposi, dopodiché il prete mette loro l’anello che poi verrà scambiato dagli stessi simboleggiando un vicendevole arricchimento. L’incoronazione è il vivo della cerimonia dove gli sposi andranno verso il centro della chiesa sopra un tappeto rosso e il prete reciterà delle preghiere e unirà con un nastro le mani dei due sposi. Per concludere,
dopo aver bevuto dalla coppa il vino, gli sposi iniziano insieme al prete una processione accompagnati dal canto ‘tropario’ (inni di tradizione ortodossa). Finita la processione, viene sciolto il nastro che lega le mani degli sposi e ai due viene fatta la benedizione finale, con l’augurio di una lunga vita. Nel momento in cui si esce dalla Chiesa o durante il banchetto si romperanno dei piatti in segno di buon auspicio, spesso colmi di grano e petali o monete. Durante il banchetto si usa fare la “danza dei soldi”, dove gli invitati infilano dei soldi nei vestiti degli sposi mentre ballano, come omaggio. Infine, tutti gli ospiti si cimenteranno nei festeggiamenti con il caratteristico ballo del sirtaki.

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